Può non piacere il personaggio, il suo modo di esporsi e di avere a che fare con il mondo.

Lo capisco, anche io qualche anno fa avrei pensato la stessa cosa.

Ciò che ho capito, con gli anni, è che se vuoi avere successo devi imparare da chi il successo lo ha già ottenuto.

Ecco che quindi, nel tempo, ho cominciato a leggere, studiare e seguire persone di successo, a di là del fatto che mi “stessero simpatiche” o meno.

E sono incappato nel libro di Flavio Briatore, “Sulla Ricchezza”.

A differenza di ciò che può sembrare, ti sprono a leggerlo in quanto è affascinante studiare come ragiona una persona di successo anche per quanto riguarda la politica e l’economia, in questo caso italiana.

Il libro è un agglomerato di pensieri e ragionamenti dell’autore sul sistema Italia.

Inizia facendoti ragionare sulla mentalità italiana legata alla ricchezza, anche tramite l’utilizzo di statistiche e dati: il 76% degli italiani pensano che i ricchi siano tali perché hanno rubato, tradito, sfruttato e condotto loschi affari.

Questo dovrebbe (per lo meno è stata la mia reazione) spaventarti e stupirti: come può un paese come l’Italia, culla di TUTTO (dalla cultura alla scienza, dalla moda al gusto, etc.), essere così arretrata dal punto di vista mentale?

Come può un paese crescere e svilupparsi se pensa alla ricchezza in questo modo?

La prima cosa da fare per avere successo è quindi un cambio di mentalità verso la ricchezza e verso i ricchi.

Per il semplice fatto che, come spiega Briatore nel libro, sono proprio i ricchi che creano e danno posti di lavoro.

Lo fa con una frase pungente ma che racchiude una verità esemplare: “nessun povero ha mai dato da lavorare ad altre famiglie!”

Parte da questi punti, per poi virare verso concetti di sviluppo del paese.

Secondo la sua visione (che, se mi è permesso un commento personale, condivido), l’Italia, il più bel paese del mondo, dovrebbe porre le basi del suo sviluppo sul turismo.

Ma non su un turismo di massa, attirando persone di ogni genere che poi, tirando le somme, spendono poco e lasciano poco denaro nelle casse dello stato e delle imprese.

Un turismo di “lusso”, di persone che possono permettersi di spendere anche 50mila euro per una cena.

Solo che, in questo momento, l’Italia schifa queste persone.

E la prova ne è il fatto che nel nostro bel paese sono presenti pochissime strutture che possono accogliere i ricchi.

Se la prende ad esempio con la Sardegna, località magnifica che però non mette al servizio dei benestanti servizi all’altezza delle loro aspettative.

Se la prende con la Puglia, luogo incantato che però non è in grado di offrire un contorno di valore a chi può spendere denaro.

Se la prende con Venezia, città unica al mondo, che attrae solo turisti che vagabondano per la città, bevendo al massimo un bicchiere di vino e non portando alcun reale valore aggiunto per la zona.

Ripeto, solo il primo a dire che il personaggio può non piacere, però questo libro è molto interessante per capire la spaccatura, il cratere che c’è tra la mentalità di una persona ricca e la mentalità della gente povera.

Trovo che, se vuoi che la tua strada ti porti alla ricchezza, sia una lettura interessante da fare, che può offrirti numerosi spunti di ragionamento, soprattutto se affrontato in maniera critica.

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